Il Consiglio Direttivo della Società dei Territorialisti e delle Territorialiste esprime il suo sostegno alla campagna referendaria per il NO alla legge costituzionale per la riforma della magistratura.

Perciò sollecita i propri soci e i cittadini ad aderire alla raccolta di firme per un Referendum oppositivo alla riforma attuata con la legge suddetta, attraverso il seguente link:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

Rivolge un caldo invito agli elettori a partecipare al Referendum, che comunque dovrà svolgersi, votando NO a tale riforma, ritenendo che, nell’attuale situazione politica del paese, essa rappresenti il preoccupante presupposto di una possibile svolta autoritaria nella gestione delle istituzioni. Una svolta che troverebbe una prima condizione nella riduzione e nella frammentazione dell’autonomia della magistratura, alla quale la riforma stessa tende con la separazione delle carriere dei magistrati mediante: l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri; l’estrazione a sorte dei loro componenti; la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.

Sono ormai numerosi e solidamente fondati gli studi che dimostrano come, in pressoché tutti i paesi in cui la separazione delle carriere è stata realizzata, i pubblici ministeri sono di fatto subordinati agli orientamenti del potere esecutivo.

L’intento di ridurre l’autonomia della magistratura, d’altra parte, è dimostrato dai gravi e continui segnali di insofferenza delle forze politiche di governo verso l’indipendenza del potere giudiziario. Si pensi, in particolare, all’abolizione del reato di abuso di ufficio, alla recente riforma della Corte dei Conti, agli attacchi regolarmente indirizzati ai giudici che dimostrano l’illegittimità del trasferimento di immigrati nei centri dislocati in Albania, alle critiche rivolte alla magistratura contabile quando evidenzia le gravi carenze del progetto del “ponte sullo stretto”, e così via.

Votando NO al referendum potranno essere indebolite anche le sorti di altri progetti di rilievo costituzionale particolarmente penalizzanti per gli equilibri fra i poteri dello Stato, oltre che per i destini della partecipazione democratica e dell’autogoverno sostenibile dei territori, come: l’istituzione del “premierato” tendente a rafforzare il potere esecutivo a svantaggio di quelli del parlamento e della presidenza della repubblica; la realizzazione dell’“autonomia differenziata” che sancirebbe la gerarchizzazione delle regioni italiane in base agli attuali divari nella distribuzione della ricchezza, vanificando così ogni possibilità di promuovere un federalismo equo, solidale e autosostenibile affidato alla responsabilità dei municipi e delle comunità locali.

È per ragioni come queste che il Consiglio direttivo della SdT ritiene di primaria importanza che i cittadini esercitino il proprio diritto di voto al Referendum dicendo No alla legge di riforma della magistratura.

 

Il Consiglio Direttivo della Società dei Territorialisti e delle Territorialiste