Recensioni

Questo spazio funziona grazie al contributo di quanti, membri della SdT e non, sono interessati a leggere e a documentarsi su quanto da vicino o da lontano interessa i territori. Aperto alle riflessioni e ai contributi più diversi (saggistica, arte, letteratura, poesia…) italiani e stranieri che direttamente o indirettamente rinviano al territorio e a tutte le sue problematiche, intende essere uno spazio di implicito dibattito, oltre che un utile servizio di biblioteca. Potete inviare a lettiecommentati@societadeiterritorialisti.it

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–          per i libri che intendete segnalare, la copertina e la quarta di copertina

Grazie a tutti!

Antonella Tarpino e Lucia Carle

 

Ottavio Marzocca (recensione di), Urbanistica resistente nella Firenze neoliberista, Aión Edizioni, 2016, di Ilaria Agostini (a cura di)

Le vicende urbanistiche che Firenze ha vissuto negli ultimi anni sono illuminanti riguardo ai tempi che viviamo, […] due, comunque, sono i casi cui maggiormente il lettore è chiamato a rivolgere la sua attenzione: il primo […] è quello di un’alluvione cementizia nell’area di Castello, proposta negli anni con insistenza e diverse variazioni sul tema; il secondo […] è quello del progetto di sottoattraversamento della città mediante un tracciato di circa sette chilometri di ferrovia ad alta velocità, le cui origini risalgono a più di vent’anni fa e che oggi è ancora in fase di incerta realizzazione.

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Antonella Tarpino (recensione di), Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegati ai nostri nipoti, Einaudi, 2015, di Luciano Gallino

C’è una tematica inedita nell’ultimo libro di Luciano Gallino (rifacendosi, nel suo carattere testimoniale, al noto libro di Keynes) che va sotto l’espressione Doppia crisi: ed è che la crisi finanziaria non va disgiunta, secondo uno snodo cruciale, dalla crisi ecologica.

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Maurizio Dematteis (recensione di), Nuovi montanari. Abitare le Alpi nel XXI secolo, Franco Angeli Editore, 2015, (a cura di) Federica Corrado, Giuseppe Dematteis, Alberto Di Gioia

Il volume tenta di rispondere attraverso la voce dei diretti interessati alle domande che tutti noi “gente di pianura” che visitiamo o frequentiamo le montagne ci facciamo: perché hanno scelto di stabilirsi in montagna? Che cosa hanno trovato sui monti? Si tratta solo della ricerca di pace, tranquillità e aria pura o c’è dell’altro? Che tipo di attività svolgono questi nuovi abitanti?. Dove vanno a scuola i loro figli? Nel piccolo centro dove vivono esiste ancora l’ufficio postale o il medico?.

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Maria Anna Bertolino (recensione di), Alpi in mutamento. Continuità e discontinuità nella trasmissione delle risorse in area alpina, Edizioni dell’Orso, 2015, (a cura di) Valentina Porcellana, Alessandro Gretter, Roberta Clara Zanini

Così come le lingue minoritarie sono investite di nuovi significati dati dal maggior interesse verso di esse da parte di nuovi abitanti, che divengono nuovi locutori o si fanno promotori di iniziative volte alla loro valorizzazione, in contrasto con il destino di “lingue morte” che sembrava attanagliare il maggior numero di esse, così si possono intravedere percorsi analoghi per l’insieme di beni culturali (siano essi materiali o immateriali), intravedendo percorsi di continuità o discontinuità nella loro trasmissione sia sotto l’aspetto più prettamente culturale, sia sotto la lente di nuove forme di economia locale.

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Anna Marson (recensione di), Terra bianca, Laterza, 2015. di Giulio Milani

I fili e le trame tessute dall’autore sono piuttosto ardite – la forma del romanzo lo consente – muovendosi nel tempo e nello spazio degli ultimi ottant’anni di storia apuana e italiana, cesellando sul tema ambiente e lavoro pagine che non lasciano appello.

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Ilaria Agostini (recensione di), Le città fallite. I grandi comuni italiani e la crisi del welfare urbano, Donzelli, 2014. di Paolo Berdini

Con dovizia di esempi l’autore dimostra come, nel «ventennio liberista», la gestione della polis – l’urbanistica – abbia acquisito assoluta centralità nelle scelte politiche di un paese in cui il «mattone di carta» e la privatizzazione (e mercantilizzazione) dei servizi al cittadino hanno aggravato la miope scelta dell’edilizia come motore dell’economia nazionale

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Antonella Tarpino (recensione di), Dinamiche identitarie. Antropologia storica e territori, Firenze University Press, Firenze, 2012. di Lucia Carle

Nel libro di Lucia Carle, che incrocia in maniera fortemente produttiva antropologia e storia (discipline solo in apparenza contigue) il territorio assume una doppia valenza: oggetto dell’indagine ma insieme misura, banco di prova per la messa a punto delle categorie cruciali che lo raccontano nelle stratificazioni del tempo lungo: identità, memoria collettiva, coscienza di appartenenza.

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Rossano Pazzagli (recensione di), Scienze del paesaggio. Tra teorie e pratiche, Pisa, ETS, 2014. di Pierre Donadieu

Il paesaggio come ambito della conoscenza multidisciplinare e delle professioni, ma anche come fattore di identità territoriale e come progetto. […]Quello di Donadieu è un libro prevalentemente dedicato alla Francia, scritto per mettere ordine nel profilo formativo e professionale del paesaggista francese; ma ricostruisce anche il quadro europeo delle politiche per il paesaggio, evidenziando le differenze tra nord e sud Europa.

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Lucia Carle (recensione di), Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro, Einaudi, 2012. di Antonella Tarpino

Intenzionalmente Antonella Tarpino, storica della memoria dei luoghi e convinta che questi ne abbiano comunque una, fa qui parlare la memoria di luoghi simbolo. Dalla borgata di Paraloup, alpeggio sulle montagne cuneesi che ospita nel ’43 la prima formazione partigiana guidata da Duccio Galimberti e Livio Bianco, per finire con un luogo che non è un villaggio, né una città, né un quartiere, ma unicamente un luogo di morte, le Fosse Ardeatine.

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Valentina Orioli (recensione di), Agricoltura paesaggistica. Visioni, metodi, esperienze, Firenze University Press, Firenze, 2013. di Daniela Poli

Una rinnovata attenzione al territorio e al paesaggio rurale attraversa oggi la scena culturale italiana. Questo “ritorno alla campagna”, che si può fare risalire in parte alla traduzione e alla diffusione del libro di Pierre Donadieu sulle Campagne urbane (2000), si manifesta in modi diversi attorno a molteplici centri di interesse e a svariate attività.

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scarica:  Massimo Carta (recensione di), Il Progetto Locale di Alberto Magnaghi, Urbanistica Informazioni n°235/2011

scarica : Piero Bevilacqua (recensione di) “La città infernale”, La città dolente di Vezio de Lucia, Il Manifesto 2 Maggio 2013