Libri e recensioni

Libri segnalati

–  Raffaele Paloscia, Elena Tarsi (a cura di), Capitale umano e patrimonio territoriale per il progetto locale. Contributi di ricerca interdisciplinare in America latina e Italia, Editpress, Firenze, 2012

“Internazionalizzazione è una parola carica di prospettive e valenze innovative tra quelle connesse all’attuale crisi planetaria e alle sfide orientate al suo superamento.” (Leggi tutto)

 

 

 

– Rossano Pazzagli, Il Buonpaese. Territorio e gusto nell’Italia in declino, Felci Editore, Pisa, 2012

“In un territorio come l’Italia il territorio e la bellezza sono le vere armi per uscire dalla crisi” (Leggi tutto)

 

 

 

 

– Luigi Pellizzoni, Ontological Politics in a Disposable World, Ashgate, 2015

“This book explores the intertwining of politics and ontology, shedding light on the ways in which, as our ability to investigate, regulate, appropriate, ‘enhance’ and destroy material reality have developed, so new social scientific accounts of nature and our relationship with it have emerged, together with new forms of power.” (Leggi tutto)

 

 

 

-Michele Munafò, Marco Marchetti (a cura di), Recuperiamo terreno. Analisi e prospettive per la gestione sostenibile della risorsa suolo, Franco Angeli, Firenze, 2015

“Osservando il paesaggio, si riscontra un processo di continua trasformazione imputabile a diverse concause, tra cui il passaggio dal modello della città compatta a quello dell’urbano diffuso, caratterizzato da margini sempre meno netti e distinguibili, ma con impatti crescenti sulla sfera produttivo-economica e a volte devastanti su quella ambientale e sociale, in netto conflitto con la visione sostenibile della gestione del territorio e con un elevato consumo di suolo.”(Leggi tutto)

 

 

-Paola Bonora, Fermiamo il consumo di suolo. Il territorio tra speculazione, incuria e degrado, Il Mulino, Bologna, 2015

“In Italia vengono consumati 8 mq di suolo al secondo: un rettangolo di 2 metri per 4 ad ogni respiro. Un accumulo che non conosce pause: in media sono stati consumati più di 7 mq al secondo per oltre 50 anni.” (Leggi tutto)

 

 

 

 

– Ottavio Marzocca, Il mondo comune. Dalla virtualità alla cura, Manifestolibri, Roma, 2015.

“Questo libro ridimensiona la raffigurazione del nostro tempo come epoca dominata dalla despazializzazione e dalla dematerializzazione tecnologica dei rapporti politici, sociali ed economici.” ( Leggi tutto)

 

 

 

 

– Mariolina Besio, Ingegneria e paesaggio in Italia. Un progetto per le valli e per le coste, Donzelli, Roma, 2014

“L’Italia è terra di coste, di valli e di catene montuose, che contribuiscono a determinarne le molteplici identità. Una peculiarità che tuttavia non è considerata dagli strumenti che governano le trasformazioni del territorio: i piani urbanistici, i piani di bacino, i piani della costa operano su livelli amministrativi separati e con progetti contraddittori. Le opere di sistemazione delle coste, dei versanti vallivi e dei corsi d’acqua non si coordinano con i disegni urbanistici.” (Leggi tutto)

 

 

 

– Daniela Poli, Agricoltura paesaggistica, FUP, 2015

“L’agricoltura è la prima delle arti, nasce da un progetto, dalla modificazione cosciente di un contesto, utilizzando conoscenze tramandate e accumulate nel tempo. L’agricoltura contemporanea, figlia della ‘rivoluzione verde’, del fordismo e della sua crisi, ha voltato le spalle a questo sapere che era in grado di produrre non solo alimenti, ma anche tutela ambientale e qualità estetica.” (Leggi tutto)

 

 

 

 

– Giuliano Volpe, Patrimonio al futuro. Un manifesto per i beni culturali e del paesaggio, Electa, 2015

“Il dibattito sui beni culturali e paesaggistici nel nostro paese alterna spesso retorica d’occasione e pressappochismo a chiacchiere salottiere e polemiche tra schieramenti contrapposti, tanto violente nei toni quanto sterili nei contenuti.” (Leggi tutto)

 

 

 

 

– A. Bonomi, M. Revelli, A. Magnaghi, Il vento di Adriano. La comunità concreta di Olivetti tra non più e non ancora”, Derive Approdi, 2015

“Cosa significa oggi, attualizzando il pensiero e l’agire di Adriano Olivetti, proporre il paradigma del «ritorno al territorio», il tema della «comunità concreta» a fronte della scomposizione del lavoro, e più in generale dei radicali mutamenti del paradigma produttivo? Rivisitando il pensiero di Adriano Olivetti, «comunità concreta» per Aldo Bonomi significa oggi frapporsi tra flussi e luoghi, fare comunità ai tempi della simultaneità. Per Alberto Magnaghi significa ripartire dalla terra che si fa territorio con la radicalità della rete dei territorialisti che disegnano e progettano bioregioni. Per Marco Revelli significa ripensare i percorsi della fabbrica olivettiana, disegnando comunità del margine che ripartono dal «mondo dei vinti» e dei «nuovi vinti».” (Leggi tutto)

 

 

– M.R. Gisotti, Progettare parchi agricoli nei territori intermedi, FUP, 2015

“Negli ultimi anni numerose riflessioni hanno insistito sull’importanza dei parchi agricoli come strumenti in grado di contribuire alla ricreazione di rapporti di re- ciprocità tra urbano e rurale, giocati sulla valorizzazione della loro prossimità. I parchi possono inoltre costituire l’occasione per sperimentare nuove forme di progettualità alla scala territoriale, orientate verso la costruzione di scenari uni- tari e coerenti sul piano morfologico, funzionale, ambientale.” (Leggi tutto)

 

 

– Ilaria Agostini, Il diritto alla campagna. Rinascita rurale e rifondazione urbana, Ediesse, Roma, 2015

“Negli anni Ottanta il ritorno alla terra è esercitato come diritto di cittadinanza. Nuovi stili di vita, frugali, vernacolari, nonviolenti, oppongono resistenza al modello industriale e alla mercificazione dei valori d’uso. La critica alla produzione senza limiti e al lavoro-merce conduce a forme autogestite di agricoltura e artigianato ad alta manualità: economie di sussistenza nelle quali traspare la lezione di Ivan Illich, Gandhi, Lanza del Vasto, William Morris, Lewis Mumford.” (Leggi tutto)

 

 

 

-Luciano Gallino, Il denaro, il debito e la doppia crisi, Einaudi Editore, 2015

“Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico”. ( Leggi tutto)

 

 

 

 

– Ilaria Agostini, Piero Bevilacqua (a cura di), Viaggio in Italia. Le città nel trentennio neoliberista, Manifestolibri, 2016

“A partire dalla metà degli anni Ottanta le città italiane subiscono profonde trasformazioni fisiche, sociali e politiche. La deindustrializzazione, la privatizzazione dei servizi, la mercificazione dei centri storici preda del turismo globale, sono alcune delle forme con cui il neoliberismo aggredisce il tessuto urbano e mette in crisi le regole della convivenza civile.” ( Leggi tutto)

 

 

 

– Albert Lévy (a cura di), Ville, urbanisme et santé. Les trois révolutions, Mutualité française, Pascal, Paris, 2012

“Fin dalla sua nascita, avvenuta nel XIX secolo, l’urbanistica è strettamente legata alla questione sanitaria e, dunque, alla medicina, alle sue evoluzioni e ai suoi fallimenti. A fronte delle numerose e disastrose epidemie nella città ottocentesca in rapida e sregolata espansione, la salute pubblica ha costituito una delle principali preoccupazioni degli urbanisti.” ( Leggi tutto)

 

 

 

– Ilaria Agostini, Giovanni Attili, Lidia Decandia, Enzo Scandurra, La città e l’accoglienza, Manifestolibri, Roma, 2017

“Un Popolo Nuovo arriva alla frontiera della civilissima Europa. Un Popolo composto dai “dannati della Terra”; da coloro che non hanno più nulla da perdere perché hanno perso tutto. Parte da lontano: dalla sponda sud del Mediterraneo e, prima ancora, dai paesi dell’Africa. Attraversa deserti, fiumi e mari; abbandona alle proprie spalle luoghi di morte: rovine in fiamme, terre desertificate dal furore predatorio del modello occidentale. All’Europa presenta il conto da pagare per gli anni di benessere da essa goduto estraendo ricchezze dai loro territori.” (Leggi tutto)

 

 

 

– Maria Anna Bertolino, Federica Corrado, Cultura Alpina Contemporanea e sviluppo del territorio, Franco Angeli, Firenze, 2017

Il volume presenta una riflessione sulla cultura alpina contemporanea come dispositivo di attivazione di processi di sviluppo territoriale. L’obiettivo è di fornire indicazioni teorico-metodologiche per la definizione di un nuovo percorso che lega le pratiche culturali (più in generale la cultura) ai processi di sviluppo nelle aree a bassa densità, in particolare rurali/montane, mostrando come queste possano svolgere un ruolo di contenitore di percorsi innovativi di sviluppo.

aprile 18th, 2015|Libri e recensioni, Libri segnalati|

Recensioni

Questo spazio funziona grazie al contributo di quanti, membri della SdT e non, sono interessati a leggere e a documentarsi su quanto da vicino o da lontano interessa i territori. Aperto alle riflessioni e ai contributi più diversi (saggistica, arte, letteratura, poesia…) italiani e stranieri che direttamente o indirettamente rinviano al territorio e a tutte le sue problematiche, intende essere uno spazio di implicito dibattito, oltre che un utile servizio di biblioteca. Potete inviare a lettiecommentati@societadeiterritorialisti.it:

– per le recensioni, un testo firmato (nome, cognome, ente di appartenenza o professione) di non meno di 4700 e non più 18800 caratteri;

– per le recensioni già pubblicate altrove un link che permetta di accedervi;

– per i libri che intendete segnalare, la copertina e la quarta di copertina

Grazie a tutti!

Antonella Tarpino e Lucia Carle

 

Miserie e splendori dell’urbanistica, di Ilaria Agostini e Enzo Scandurra, DeriveApprodi, Roma, 2018.

recensione di Paola Bonora

Un percorso contorto quello della pianificazione, irto di ostacoli e contrapposizioni, successi e fallimenti, che dagli anni ’80 viene screditato dal neoliberismo diventato dottrina assolutistica, che trasforma l’urbanistica in tecnica al servizio della rivalorizzazione fondiaria e della rendita. Miserie e splendori dell’urbanistica, che Ilaria Agostini ed Enzo Scandurra affrontano con un velo di nostalgia ma implacabile sguardo critico e fiduciosa aspettativa di rinascita, nel libro appena uscito per i tipi di Derive e Approdi, con prefazione di Piero Bevilacqua.

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Cultura alpina contemporanea e sviluppo del territorio, di Maria Anna Bertolino e Federica Corrado, Franco Angeli, Milano 2017

recensione di Maurizio Dematteis

Oggi si assiste alla nascita di nuovi eventi culturale in montagna, dai festival canori alle rassegne cinematografiche alle mostre fotografiche. I territori alpini e appenninici affamati di novità si riaccendono per coprire i buchi lasciati da modelli passati. E la cultura diventa un volano di processi di sviluppo territoriale.

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Urbanistica resistente nella Firenze neoliberista, a cura di Ilaria Agostini, Aión, Firenze 2016

recensione di Ottavio Marzocca

Le vicende urbanistiche che Firenze ha vissuto negli ultimi anni sono illuminanti riguardo ai tempi che viviamo, […] due, comunque, sono i casi cui maggiormente il lettore è chiamato a rivolgere la sua attenzione: il primo […] è quello di un’alluvione cementizia nell’area di Castello, proposta negli anni con insistenza e diverse variazioni sul tema; il secondo […] è quello del progetto di sottoattraversamento della città mediante un tracciato di circa sette chilometri di ferrovia ad alta velocità, le cui origini risalgono a più di vent’anni fa e che oggi è ancora in fase di incerta realizzazione.

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Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegati ai nostri nipoti, di Luciano Gallino, Einaudi, Torino 2015

recensione di Antonella Tarpino

C’è una tematica inedita nell’ultimo libro di Luciano Gallino (rifacendosi, nel suo carattere testimoniale, al noto libro di Keynes) che va sotto l’espressione Doppia crisi: ed è che la crisi finanziaria non va disgiunta, secondo uno snodo cruciale, dalla crisi ecologica.

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Nuovi montanari. Abitare le Alpi nel XXI secolo, a cura di Federica Corrado, Giuseppe Dematteis e Alberto Di Gioia, Franco Angeli, Milano 2015

recensione di Maurizio Dematteis

Il volume tenta di rispondere attraverso la voce dei diretti interessati alle domande che tutti noi “gente di pianura” che visitiamo o frequentiamo le montagne ci facciamo: perché hanno scelto di stabilirsi in montagna? Che cosa hanno trovato sui monti? Si tratta solo della ricerca di pace, tranquillità e aria pura o c’è dell’altro? Che tipo di attività svolgono questi nuovi abitanti?. Dove vanno a scuola i loro figli? Nel piccolo centro dove vivono esiste ancora l’ufficio postale o il medico?.

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Alpi in mutamento. Continuità e discontinuità nella trasmissione delle risorse in area alpina, a cura di Valentina Porcellana, Alessandro Gretter e Roberta Clara Zanini, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2015

recensione di Maria Anna Bertolino

Così come le lingue minoritarie sono investite di nuovi significati dati dal maggior interesse verso di esse da parte di nuovi abitanti, che divengono nuovi locutori o si fanno promotori di iniziative volte alla loro valorizzazione, in contrasto con il destino di “lingue morte” che sembrava attanagliare il maggior numero di esse, così si possono intravedere percorsi analoghi per l’insieme di beni culturali (siano essi materiali o immateriali), intravedendo percorsi di continuità o discontinuità nella loro trasmissione sia sotto l’aspetto più prettamente culturale, sia sotto la lente di nuove forme di economia locale.

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Terra bianca, di Giulio Milani, Laterza, Bari 2015

recensione di Anna Marson

I fili e le trame tessute dall’autore sono piuttosto ardite – la forma del romanzo lo consente – muovendosi nel tempo e nello spazio degli ultimi ottant’anni di storia apuana e italiana, cesellando sul tema ambiente e lavoro pagine che non lasciano appello.

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Le città fallite. I grandi Comuni italiani e la crisi del welfare urbano, di Paolo Berdini, Donzelli, Roma 2014

recensione di Ilaria Agostini

Con dovizia di esempi l’autore dimostra come, nel «ventennio liberista», la gestione della polis – l’urbanistica – abbia acquisito assoluta centralità nelle scelte politiche di un paese in cui il «mattone di carta» e la privatizzazione (e mercantilizzazione) dei servizi al cittadino hanno aggravato la miope scelta dell’edilizia come motore dell’economia nazionale.

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Dinamiche identitarie. Antropologia storica e territori, di Lucia Carle, Firenze University Press, Firenze, 2012

recensione di Antonella Tarpino

Nel libro di Lucia Carle, che incrocia in maniera fortemente produttiva antropologia e storia (discipline solo in apparenza contigue) il territorio assume una doppia valenza: oggetto dell’indagine ma insieme misura, banco di prova per la messa a punto delle categorie cruciali che lo raccontano nelle stratificazioni del tempo lungo: identità, memoria collettiva, coscienza di appartenenza.

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Scienze del paesaggio. Tra teorie e pratiche, di Pierre Donadieu, ETS, Pisa 2014

recensione di Rossano Pazzagli

Il paesaggio come ambito della conoscenza multidisciplinare e delle professioni, ma anche come fattore di identità territoriale e come progetto. […]Quello di Donadieu è un libro prevalentemente dedicato alla Francia, scritto per mettere ordine nel profilo formativo e professionale del paesaggista francese; ma ricostruisce anche il quadro europeo delle politiche per il paesaggio, evidenziando le differenze tra nord e sud Europa.

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Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro, di Antonella Tarpino, Einaudi, Torino 2012

recensione di Lucia Carle

Intenzionalmente Antonella Tarpino, storica della memoria dei luoghi e convinta che questi ne abbiano comunque una, fa qui parlare la memoria di luoghi simbolo. Dalla borgata di Paraloup, alpeggio sulle montagne cuneesi che ospita nel ’43 la prima formazione partigiana guidata da Duccio Galimberti e Livio Bianco, per finire con un luogo che non è un villaggio, né una città, né un quartiere, ma unicamente un luogo di morte, le Fosse Ardeatine.

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Agricoltura paesaggistica. Visioni, metodi, esperienze, a cura di Daniela Poli, Firenze University Press, Firenze 2013

recensione di Valentina Orioli

Una rinnovata attenzione al territorio e al paesaggio rurale attraversa oggi la scena culturale italiana. Questo “ritorno alla campagna”, che si può fare risalire in parte alla traduzione e alla diffusione del libro di Pierre Donadieu sulle Campagne urbane (2000), si manifesta in modi diversi attorno a molteplici centri di interesse e a svariate attività.

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Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo, di Alberto Magnaghi, Bollati Boringhieri, Torino 2010

recensione di Massimo Carta

Il progetto locale è uno dei libri più significativi della produzione disciplinare italiana degli ultimi anni. Un giudizio netto, senza pretesa di oggettività, che rispecchia un atteggiamento che il libro incoraggia.

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scarica : Piero Bevilacqua (recensione di) “La città infernale”, La città dolente di Vezio de Lucia, Il Manifesto 2 Maggio 2013

settembre 19th, 2012|Libri e recensioni, Recensioni|