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Civitacampomarano. L’arte nel Borgo. Nasce la prima edizione di “CVTà Street Fest”

Scheda Osservatorio “Civitacampomarano. L’arte nel Borgo. Nasce la prima edizione di “CVTà Street Fest”

aprile 25th, 2016|Osservatorio, Schede già elaborate|

Manifesto fondativo della rete lombarda “I territori del cibo”, Marzo 2016

Scarica qui il manifesto fondativo

 

aprile 2nd, 2016|Ordine cronologico|

Lo Società dei Territorialisti per la tutela dei piccoli comuni e del patrimonio territoriale

Il 12 marzo 2016 si è svolta a Volterra la giornata dell’Orgoglio Comune, una mobilitazione nazionale di sindaci, associazioni e cittadini per la salvaguardia dei piccoli comuni, che rappresentano la maggioranza dei comuni italiani, costituendo il tessuto di base dell’assetto democratico dello Stato e contenendo gran parte del patrimonio territoriale italiano. Oltre 100 sindaci di piccoli comuni provenienti di ogni regione italiana hanno approvato il Manifesto in difesa dei piccoli comuni, contro le fusioni obbligatorie (leggi qui il manifesto).

In tale occasione Rossano Pazzagli ha svolto una relazione sul ruolo e l’importanza dei comuni come indispensabili presidi territoriali e di democrazia (leggi qui la relazione).

La Società dei territorialisti ha affrontato con continuità tale questione con interventi e appelli a difesa dell’autonomia comunale, evidenziando il valore civile, economico e culturale delle istituzioni di base. Ai seguenti link si possono leggere gli appelli lanciati dalla nostra associazione nel 2011, nel 2013 e nel 2014:

http://www.societadeiterritorialisti.it/index.php?option=com_content&view=article&id=228&Itemid=191

http://www.societadeiterritorialisti.it/index.php?option=com_content&view=article&id=416&Itemid=190

http://www.societadeiterritorialisti.it/index.php?option=com_content&view=article&id=505&Itemid=207

 

marzo 15th, 2016|Ordine cronologico|

“La bioregione urbana: un approccio multidisciplinare al progetto di territorio”, Lectio Magistralis del prof. Alberto Magnaghi, 18 Marzo a Firenze, ore 10

La Lectio è rivolta ai dottorandi del Corso di Dottorato in Architettura e organizzata dal Curriculum in Progettazione Urbanistica e Territoriale. È aperta a tutti i docenti, i giovani ricercatori e gli studenti interessati.

marzo 9th, 2016|Ordine cronologico|

“Una mimosa per l’ambiente”, XXVI cerimonia di premiazione promossa da ADA (Associazione Donne Ambientaliste), 5 Marzo a Parma

 

marzo 2nd, 2016|Ordine cronologico|

Vendita dei beni immobiliari pubblici: la Regione Toscana inverta la rotta – Appello del Nodo toscano SDT

Capisaldi sociali e territoriali, garanzia di inclusività e di crescita civile, i beni pubblici presiedono al disegno democratico di redistribuzione delle risorse, e il loro mantenimento in proprietà contrasta i progetti neoliberisti di trasferimento dei beni di molti nelle mani di pochi. Queste ragioni dovrebbero indurre la Regione Toscana a conservare la proprietà del patrimonio edilizio di sua competenza, a non perseguire politiche di stampo economicista nella loro gestione. E a ritirare quindi la delibera che pone in vendita molti edifici di proprietà regionale.

La Società dei Territorialisti/e è dalla parte di chi intende mantenere pubblica la proprietà del patrimonio edilizio e fondiario della nazione, la cui stessa esistenza favorisce i processi di ri-territorializzazione, sia nel territorio aperto che entro il tessuto urbano. Aree ed edifici che Regione, Comuni e Città metropolitana hanno messo all’incanto si sono infatti dimostrati luoghi di enormi potenzialità, in cui si inverano pratiche dal “basso”, esperienze di “costruzione di territorio”, sperimentazioni di nuove forme di autogoverno e di gestione collettiva del bene comune.

Nei centri storici desertificati e nelle periferie contemporanee, l’esistenza di aree di proprietà pubblica – il più delle volte di notevole valore storico-artistico – garantisce l’occasione per l’innesco degli auspicabili processi di rigenerazione urbana e sociale: il recupero di edifici o di terreni abbandonati al degrado, la loro fruizione collettiva e le nuove pratiche di welfare dal basso che possono scaturire dal riutilizzo di spazi pubblici vuoti o in dismissione, costituiscono una non trascurabile occasione di creazione di nuovi posti di lavoro in autogestione e di pratiche di autocostruzione finalizzate alla residenza per le fasce sociali più deboli.

Nelle campagne, proprietà e terreni pubblici contribuiscono a favorire l’occupazione giovanile nella neo-agricoltura autosostenibile, e, attraverso la promozione di parchi agricoli e di filiere alimentari locali, a innescare processi di ripopolamento rurale. Nello scenario attuale delle pratiche di riappropriazione di spazi pubblici condannati alla vendita, il caso della Fattoria di Mondeggi – di proprietà della Provincia – è paradigmatico e dovrebbe fungere da esempio per riconfigurare nuove politiche di gestione dei beni statali, regionali, comunali e pubblici in genere.

A fronte della mercificazione che investe città e territori, la Regione Toscana inverta la rotta e avvii un corso politico che impedisca l’introduzione dei beni comuni nel Mercato e che anzi valorizzi l’inveramento di pratiche dal “basso”, esperienze di “costruzione di territorio”, e sperimentazioni di nuove forme di autogoverno e di gestione collettiva del bene comune.

febbraio 24th, 2016|Appelli|

Vendita dei beni immobiliari pubblici: la Regione Toscana inverta la rotta – Appello del Nodo toscano della Società dei Territorialisti/e

LEGGI QUI L’APPELLO

 

febbraio 24th, 2016|Ordine cronologico|