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Assemblea ordinaria dei soci Società dei territorialisti/e onlus, 23 Marzo 2019 a Firenze

E’ convocata l’Assemblea annuale SdT, sabato 23 Marzo 2019 a Firenze presso i locali universitari del Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia in via Laura, 48 (vicino a Piazza SS.Annunziata, una traversa di via Gino Capponi), aula A1.
 
L’assemblea si svolgerà dalle ore 10:30 alle 16:30 con il seguente ODG:

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marzo 2nd, 2019|vari|

Contributo di approfondimento scientifico sull’agricoltura biologica

Care territorialiste, cari territorialisti,
riceviamo dal prof. Cesare Pacini e  volentieri diffondiamo (qui di seguito) la richiesta di sottoscrivere il documento (QUI in allegato) redatto dal  “Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza” (fra cui alcuni membri del Comitato Scientifico dell’SDT) che risponde agli attacchi indiscriminati all’agricoltura biologica che vengono da parte del mondo della scienza in particolare dalla biologa e farmacologa  Elena Catteneo, senatrice a vita.
Chi è interessato a sottoscriverlo può inviare i propri riferimenti via mail a Gaio Cesare Pacini: gaiocesare.pacini@unifi.it riportando nell’oggetto SOTTOSCRIZIONE DOCUMENTO AGRICOLTURA BIOLOGICA
Indicando:
NOME      COGNOME     RUOLO     AFFERENZA     CITTA’
marzo 1st, 2019|vari|

Politiche per lo sviluppo locale e la salvaguardia dell’ambiente: il caso dei Monti Lepini, 7 Marzo 2019, Latina

Prima conferenza del IV ciclo Visioni di Futuro organizzato dal Nodo Pontino della SdT, insieme alle strutture universitarie del Polo di Sapienza e alla Fondazione Roffredo Caetani.

scarica qui la brochure

marzo 1st, 2019|vari|

Documenti Convegno Castel del Monte

 

Programma e Call

Nota introduttiva (di A. Magnaghi)

Relazione introduttiva ai tre laboratori

Verbale riunione della Commissione preparatoria del Convegno SdT di Castel del Monte (15/17 novembre 2018)

 

Materiali Convegno Castel del Monte

 

Laboratorio 1

Le esperienze raccontate nei diversi documenti afferenti al Laboratorio 1 si configurano tutte per essere “strutture dei mediazione” sia orizzontali di una rete più complessa di soggetti locali di diversa natura (associazioni, cittadinanza attiva,  produttori, imprenditori, consumatori, ecc.) sia verticali nei confronti delle istituzioni a vari livelli per promuovere la conoscenza e  gestione dei beni comuni da parte delle comunità locali. Queste “strutture di mediazione” funzionano anche come accrescimento culturale, sviluppano la coscienza di luogo nei soggetti locali e il lento riconoscimento nelle istituzioni.  In diversi contesti si discute di quale forma organizzativa  dovrebbero avere tali “strutture di mediazione” per garantire efficacia interna come  strumento di autoorganizzazione e coordinamento orizzontale dei vari soggetti della rete, che risulta essere un argomento rilevante , così come garantire la relazione fra dimensione formale e informale. Appare tuttavia centrale focalizzare la nostra attenzione su due punti:

A) In che modo tali strutture di mediazione intese come “nuclei di democrazia dei luoghi” possono avere efficacia esterna si possono cioè “innestare” nell’organizzazione della democrazia rappresentativa? Quali forme dovrebbe avere la relazione fra la rappresentanza politica e la democrazia dei luoghi? Come tali strutture possono trasformare il funzionamento, la ‘forma e i tradizionali confini (spaziali e tematici) della democrazia rappresentativa? In che modo le strutture amministrative (spesso chiamate in causa) potrebbero riavvicinarsi alla cittadinanza attiva, dialogare con movimenti e associazioni e sottrarsi all’indifferenza sostanziale dei partititi verso la cura dei luoghi come condizione di benessere collettivo? Tramite quali “strutture di mediazione” dare una continuità al susseguirsi di esperienze dell’associazionismo civico, delle comunità di cittadini dialoganti con le istituzioni che si autorganizzano in vista di uno scopo in un tempo anche limitato?      Quale il passaggio organizzativo verso l’autogoverno dei beni comuni?

B) In che modo tali strutture di mediazione possono partecipare a un federalismo in rete dal basso per contrastare i poteri del capitale finanziario e sottrarre i luoghi di vita dal dominio dei flussi globali? Come queste strutture possono sostenere e sviluppare l’economia locale civile e solidale di imprese a responsabilità socio-territoriale? Come possono tali strutture organizzare le iniziative dal basso affinché siano riconosciute e aver voce nell’allocazione dei finanziamenti pubblici? Come gestire in maniera solidale l’economia che si crea all’interno di tali strutture? Come fare in modo che le coalizioni di attori abbiano una continuità nel tempo e le azioni elaborate collettivamente abbiano una effettiva possibilità di essere realizzate?

 

Accedi ai materiali del Lab 1 al seguente link: https://urly.it/3287d

N.B. I paper presenti nei materiali non sono quelli definitivi; quelli definitivi sono in corso di pubblicazione


 

Laboratorio 2

  1. Quali forme organizzative e di lavoro collettivo si danno le esperienze di autorganizzazione di cui stiamo discutendo? Come sviluppano la propria democrazia interna? Vi sono problemi, criticità, soddisfazioni, insoddisfazioni, ecc.?

In queste esperienze sono spesso molto importanti le dimensioni relazionali e interpersonali (ed anche i progetti di vita delle persone protagoniste). È vero? In che misura?

Infine, si costituiscono anche come percorsi di soggettivazione (in forma innovativa e costruttiva) all’interno dei più ampi processi di trasformazione sociale (e socio-economica) attuali?

  1. Il rapporto con le istituzioni (ma anche con la politica formale) è fondamentale, ma spesso queste esperienze incontrano molte difficoltà, se non opposizioni e condanne da parte delle istituzioni. In alcuni casi, si pongono nel campo dell’illegalità (e questo spinge spesso a discutere il rapporto legale/illegale-lecito/illecito). D’altra parte sono esperienze che mettono in discussione questo tipo di istituzioni e l’idea stessa di istituzioni. Che tipo di rapporti si sono instaurati nelle esperienze che consideriamo? Vi sono problemi e criticità, oppure punti di forza? Si sono trovati percorsi costruttivi (di riconoscimento e ascolto da parte delle istituzioni, di “emersione” da parte delle esperienze “informali”)? Che ruolo gioca il conflitto? Si sono pensate (o provate) istituzioni o percorsi istituenti di tipo differente? O viceversa sono percorsi indifferenti o autonomi rispetto alle istituzioni?
  2. Allargando lo sguardo e assumendo una dimensione più ampia, due sembrano i grandi temi emergenti.

Da una parte, se le esperienze riescono a fare rete e a costruire una pressione (efficace) sulla politica e sulle istituzioni che vada al di là della singola esperienza e del singolo specifico contesto. Oppure che costituiscono una economica locale con una propria autonomia.

Dall’altra, se sono capaci di “ricostruire la Politica”, ovvero di costruire una nuova cultura politica

 

Accedi ai materiali del Lab 2 al seguente link: https://urly.it/3287h

N.B. I paper presenti nei materiali non sono quelli definitivi; quelli definitivi sono in corso di pubblicazione


 

Laboratorio 3

L’obiettivo della discussione è affrontare i temi critici della costruzione di comunità a partire dalle esperienze di economia sociale dal basso. La discussione verterà pertanto:

  • Sui rapporti orizzontali: quali altri settori della società sono stati coinvolti dalla tua esperienza? Che ricadute ha avuto, o potrebbe avere, un coinvolgimento di altri settori economici, e di altre problematiche (sociali, culturali…). Definisci con precisione i problemi che hai rilevato e le soluzioni che ritieni necessarie (anche con l’applicazione di nuove tecnologie);
  • Sui rapporti verticali: nel rapporto tra società/corpi intermedi e istituzioni (specie locali), che cosa vedi di positivo e negativo? (anche nei casi positivi) in che cosa le esperienze di democrazia dal basso potrebbero influenzare la democrazia rappresentativa (e viceversa)? Le esperienze “partecipative” esistenti possono rappresentare un’anticipazione di una “democrazia comunitaria” del futuro? Stessa cosa per le esperienze di “economia trasformativa”? A quali condizioni?
  • Sui rapporti sovralocali: quanto essi sono essenziali per lo sviluppo di economie “sociali” locali? Quali dinamiche ritieni virtuose?

Accedi ai materiali del Lab 3 al seguente link: https://urly.it/3287j

N.B. I paper presenti nei materiali non sono quelli definitivi; quelli definitivi sono in corso di pubblicazione

CALL – VI convegno SDT  “La democrazia dei luoghi. Azioni e forme di autogoverno comunitario”, Castel del Monte (BAT), 15-17 Novembre 2018

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Call-invito a contribuire
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Scadenza invio materiali:
– ricercatori e ricercatrici: abstract 28 settembre 2018;
– cittadinanza attiva: definitivi 29 ottobre 2018.
Di seguito la Locandina-Programma e la “Call-invito a contribuire” rivolta a gruppi protagonisti di esperienze sui temi indicati e a ricercatori che abbiano svolto esperienze e/o studi in merito.
Le proposte di contributo andranno inviate, seguendo le indicazioni contenute nella Call, al seguente indirizzo: sdtconvegnocasteldelmonte2018@gmail.com.

Template poster – Call-invito a contribuire  e programma

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luglio 27th, 2018|vari|

Alcune immagini della standing ovation per Alberto Magnaghi nel corso della XXI Conferenza SIU, Firenze 2018

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luglio 20th, 2018|vari|